Di seguito alcuni pensieri dei lettori di “Figli del Toro”.


Tonino Danese

“Caro Nicola, ciao. Sono Tonino Danese, giornalista di Telemolise. In passato, su Facebook, ebbi modo di esternarti tutto il mio gradimento per Viteliu. Un gan bel romanzo! Ebbene, ho appena terminato Figli del Toro e volevo condividere le emozioni con l’autore. Con te. Ho trovato il romanzo molto maturo. Completo. Un libro con un respiro amplissimo e una caratterizzazione dei personaggi molto più netta e pregna, consapevole, rispetto al pur straordinario Viteliu. D’altronde l’esperienza maturata con il primo romanzo, sei riuscito a metterla a frutto in pieno. Una storia coinvolgente, a tratti arrembante, in cui l’orgoglio di appartenenza viene fuori in modo non dirompente e prepotente, ma misurato, giusto, consapevole. A volte, infatti, il troppo potrebbe risultare stucchevole, ma tu, come si fa con i cavalli di razza, sei riuscito a governare ogni cosa da vero campione. Una storia fluida, costante, in cui l’attenzione non cala mai e la scrittura, limpida, mai retorica, accompagna senza invadere, con il garbo che ti riconosco come persona e giornalista. Mi è piaciuto, e tanto, il modo in cui hai trattato donne e uomini del romanzo, come hai saputo fondere piccola e grande Storia, senza alterare i fatti e rispettando ogni posizione. Un romanzo, ripeto, maturo, che ben si aggancia a Viteliu e apre al seguito, che ora attendo con trepidazione. Complimenti, Nicola. Davvero di cuore. Grazie! Mi hai regalato un pezzo di vita. leggere un libro bello è vivere una nuova vita…” – Tonino Danese, Civitanova del Sannio (Is)

“Nicola ti ringrazio col cuore e con il sangue Sannita. Leggere i tuoi romanzi è stato emozionante, averti conosciuto ed aver avuto il privilegio di ascoltarti è stato un sogno. Quando tu parli vedo le immagini che mi scorrono davanti. Grazie per questo enorme dono che hai fatto alla nostra comunità. Te ne siamo infinitamente grati.” – Mattia, presidente Pro Loco di San Giovanni Lipioni

“Grazie, Nicola. Grazie per avermi raccontato un altro pezzo di storia della mia terra. Grazie per farmi sentire orgoglioso delle mie origini. Come accaduto con Viteliu’, ho divorato le pagine. Cercavo sempre di ritagliarmi un momento per tornare a viaggiare nel tempo. E alla fine, mentre aspettavo il massacro con l’amaro in bocca, il colpo di scena: non lo hai messo! In attesa del terzo volume, rispolvererò Viteliu’. Ma non farmi aspettare troppo! Grazie di cuore per il bellissimo regalo che mi hai fatto” – Sergio di Vincenzo, giornalista

“Ho iniziato a leggere il romanzo FIGLI DEL TORO con un misto di piacere e trepidazione. Amerò questo libro come ho amato Viteliu? Già dalle prime pagine ho capito che non mi avrebbe deluso e anche questa volta mi sono lasciata prendere per mano per essere accompagnata in questo viaggio emozionante fatto d’amore e di amicizia, di guerre e crudeltà .Grazie ad una capacità descrittiva paragonabile, a mio avviso, ai grandi autori come Tolstoj, mi sono presto ritrovata non più lettrice ma spettatrice mai stanca né sazia di guardare ( anche quando la sveglia segnava le tre del mattino). Grazie, Nicola, per i tuoi lavori finiti, per quelli su cui stai lavorando e per quelli che hai nel cassetto. Ti abbraccio” – Giustina, Roma

“Un romanzo da far leggere ai potenti della Terra” – Leggi la recensione >>
Recensione di  Marisa Grifone – Associazione Librando

“Con i due libri di Mastronardi, Vitelu e Figli del Toro, assaporo l’orgoglio di essere figlio di un nobile e fiero popolo: quello sannita! Li consiglierei a tutti coloro che sono in cerca di emozioni e di una identità storica.” – Dr. Armando Falasca Archeologo

“È stato come se avessi letto prima l’Odissea e poi l’Iliade.
Sempre facendo riferimento ai due poemi omerici, ne “I figli del toro” prevale di più l’aspetto della guerra, come nell’Iliade;
In “Viteliù” il sentimento è dominante, anche se diverso dall’amore in senso stretto.
Figli del toro – Iliade
Viteliù – Odissea
Comunque sento di consigliarne la lettura alle persone alle quali si vuole bene!” – Pasquale Apone

“Ciao Nicola…appena comprato. Mi aiuterà a passare questo periodo. Un caro saluto ?” – Paolo Iannicca

“Complimenti per l’ultimo libro. L’ho divorato in tre giorni. È stato un bellissimo viaggio nel tempo e ora a quando il prossimo?” – Sara Faralli

“E’ un romanzo storico corale. Un capolavoro” – “Caro Nicola, (…) ho appena finito di leggere “Figli del Toro”, senza correre, per il molto tempo libero procuratoci da questa pandemia.
La mia predisposizione alla lettura di un “seguito” di Viteliu (anche se sappiamo essere un “precedente”) non era a tuo favore. Un po’ malignamente temevo che tu volessi cavalcare il successo… sono Italico anch’io, con sangue Peligno e Frentano, Marrucino per nascita.
Invece mi sono sentito subito a mio agio nella lettura ed ora posso dire di preferire addirittura il secondogenito.
Cercherò di capire il perché.
In primis (scusami se uso il latino, ma l’osco mi è, guarda, un po’, oscuro) il ritmo e la narrazione mi sono sembrati più “sciolti”, più naturalmente fluenti, come se l’esserti liberato dal peso delle incognite dell’opera prima ti abbia consentito di essere più naturale, più te stesso.
L’aver già conosciuto in Viteliu il tuo stile narrativo ed i tuoi temi, così come il linguaggio e le attribuzioni delle popolazioni italiche, mi ha introiettato subito nei fatti, potendo rivolgere tutta l’attenzione di lettore al racconto ed ai personaggi. Ho inoltre avvertito di meno l’ “ansia” di non trascurare nulla, come nelle approfondite e ripetute descrizioni topografiche del primo libro dove, per la tua voglia di dipingere esattamente il quadro, usando parole invece di pennelli, ho perso più volte l’orizzonte.
“Figli del Toro” è un romanzo storico corale, dove tutti i personaggi concorrono a definire la narrazione e vogliono dimostrare, attraverso il racconto delle loro vicende, la tua avversione per la guerra e la forza e l’universalità dell’amore: genitoriale, filiale, amicale, coniugale, condiviso con animali, con la natura; essenza della vita e fine ultimo dell’esistenza.
L’impianto mi sembra molto manzoniano, con un importante e documentato capitolo della storia patria, ancora misconosciuto e considerato a torto di secondaria importanza nel lungo cammino dell’affermazione di Roma come potenza imperiale ed imperialistica.
Certamente il conoscere i luoghi ed il riconoscere le città è per noi, abitanti di quelle zone, molto accattivante e coinvolgente. Il tuo è un racconto colorato del verde della primavera delle vaste pianure; profumato dalla vegetazione spontanea e dall’humus agricolo e pastorale; sonorizzato dallo scroscio delle acque delle cascatelle e dei fiumi che ancora solcano, perenni ed indifferenti, le nostre provincie.
Su questa riscoperta storica si inseriscono i protagonisti.
Si, ma quali e quanti sono?
Questo è il fondamento del tuo capolavoro.
Hai creato molte storie contemporanee, più o meno lunghe, più o meno intervallate da altri avvenimenti, più o meno funzionali fra loro, ma di certo utilizzate per raccontare a più voci, e quindi con angoli di visuale diversi, la necessità e la irragionevolezza della guerra, la sua ineludibilità insieme alla sua inutilità, la gloria di alcuni meritata con la distruzione di molte vite, famiglie, affetti.
Gavio Papio Mutilo è l’inventore di Viteliu, è il condottiero, il padre della patria, il saggio, il forte guerriero, il politico avveduto. E’, quindi, il protagonista?
Se passiamo dall’ottica del racconto storico a quella del racconto umano, no, non lo è.
Lo sono singolarmente tutti coloro che hanno sofferto o gioito in solitudine o in vicende collettive. Lo sono Laria, Ovio, Amica, Litterio, Daphne, Silone, Herennio, Detfri ed i molti altri.
Lo sono collettivamente le donne del racconto, figlie, madri, vedove, sacerdotesse ed altro.
Lo sono collettivamente tutti i personaggi militari; lo sono tutti i laboriosi civili.
E’ un affresco completo che mi ricorda la Colonna Traiana o i grandiosi dipinti di Palazzo vecchio.
Per ciascuno potrei scrivere le mie impressioni, ma abuserei del tuo tempo e mi sembrerebbe di essere al Ginnasio, alle prese con la comprensione del carattere di Fra’ Galdino.
Grazie per la bella lettura che mi hai regalato e per aver avuto il piacere di conoscerti.” – Modesto Lanci, Kiwanis Club – Associazione “Librando”, Chieti

“Strana sorte hanno anime e cose… e quanto la loro essenza può essere condizionata, nell’esperienza degli altri, eventi assolutamente indipendenti da essi. Allo stesso modo i tuoi libri si fondono al mio stato d’animo. VITELIU’ è legato al privilegio della libertà e alla magia di un lungo viaggio in mare, in un caldo, meraviglioso inverno dedicato alla scoperta della Grecia Antica.
Per contro, FIGLI DEL TORO , rimarrà legato ad un periodo surreale, di limitazioni ed angosce di vario spessore.  
Due libri parimenti belli ma per diversi parametri e qualità. Nel secondo esplode una totale padronanza del mezzo della scrittura, tutto è perfetto: tempi, ritmi, colori. Tutto è in proporzione ed armonia: lo spazio, lo splendore della Natura, il rosso delle battaglie, la crudezza dei particolari, i forti personaggi e le loro passioni. E poi c’e’ la storia inedita di un’Italia neonata, protagonista assoluta di tutte le scene. “Scene”, così mi piace definirle, non capitoli, perché sono “dipinte” e non lasciano spazio alla fantasia tanto sono descritte con chiarezza e precisione. Viteliù? Lo sai, VITELIU ha il profumo dell’amore: è la luce, la penombra del sottobosco profumato di muschio, lo scroscio uguale dei ruscelli contrapposto al sangue che sgorga dalle ferite. LA SCENEGGIATURA È IMPECCABILE, PRONTA.  Sei proprio bravo, Nicola, e sai perché? Perché ti muovi con la naturalezza, la grazia e la maestria di un danzatore che vola sul palco senza mostrare minimamente allo spettatore gli sforzi e le fatiche di una vita.” – Paola Patriarca

“Ho appena terminato di leggere la sua seconda opera, Figli del Toro. Premetto che ho letto due volte il primo libro Viteliú. Complimenti. Bello, elegante, storicamente affidabile ed ineccepibile…, mi ha talmente appassionato che il libro l’ho letto in pochi giorni. Davvero congratulazioni. Trovare un’opera come Figli del Toro (e prima Viteliú), significa godersi un momento di serenità e di relax, attingendo alla storia vera, ai sentimenti veri, alla cultura vera. La storia, i contenuti, la narrazione, l’aspetto epico, la simbiosi tra storia e ubicazione territoriale, collocano l’opera tranquillamente accanto alle migliori opere di Ken Follet,  Massimo Valerio Manfredi, Santiago Posteguillo, Javier Negrete, Robert Harris, Dan Brown, Wilbur Smith, Emma Pomilio, Steven Saylor, Andrea Frediani ed altri scrittori del filone storico-narrativo. Si spera, soprattutto per il pubblico non lettore, che il libro possa essere raccontato anche dalla cinematografia, poiché, pur non essendo un esperto, penso che contenga tutti i requisiti ed i presupposti per essere trasferito sul grande schermo. Le rinnovo pertanto le mie più sincere congratulazioni ed i ringraziamenti per avermi fatto passare qualche ora di serenità. Restiamo tutti in attesa del terzo volume… Cordiali saluti.” – Angelo Angelillo

“Per chi non lo conoscesse, … 
consiglio a tutti la lettura di questo bellissimo libro di Nicola Mastronardi, Molisano Doc – “Figli del Toro”. La storia che vede protagonisti principali proprio noi i Sanniti Pentri, che insieme ad altri Popoli dell’Italia centro meridionale cercarono di “sganciarsi” dalla sottomissione di Roma e provarono a fondare la nuova grande nazione di “Viteliu/Italia”. 
Una lettura che vi rapirà. L’autore riesce a far vivere e rendere vicini i vari personaggi della storia, personaggi storici e ricostruzioni di vita della gente comune. Una vera immersione nei nostri luoghi e nelle antiche genti delle nostre terre che ci videro in quel momento storico protagonisti assoluti !!!” – Mauro Pizzuti

“Gentilissimo Nicola, ho letto Figli del Toro e ne ho apprezzato la grande bellezza. Complimenti davvero! Anche se non glielo dovrei dire lo preferisco a Viteliù sia per la scrittura che per la storia tra l’altro molto in linea con la realtà di quelle antiche vicende. Adesso non vedo l’ora di completare la trilogia. Un carissimo saluto” – Paolo Amicarelli, Pavia

“Desidero ringraziare pubblicamente Nicola Mastronardi per aver regalato al mondo due gioielli come “Viteliu'” e “Figli del Toro”, per aver fatto luce su cose a me sconosciute e per avermi restituito una nuova consapevolezza di me e delle mie origini. Come Marzio ho completato il mio personale percorso, per ora solo letterario, e ora mi sento una persona diversa e, soprattutto, fiera delle sue origine Safine. Ovviamente non vedo l’ora di leggere il terzo libro della trilogia!!!” – Gianni

“Ci sono parole che abbiamo dimenticato, eppure la storia ci rimane attorno, ce la portiamo dentro, è dietro ad ogni sguardo o ogni nuovo giorno. Nicola Mastronardi non soltanto sa scrivere, ma sa far rivivere delle emozioni uniche, fortissime, che riportano le parole del tempo, la storia che ci circonda, le storie che ci portiamo dentro, che non si dimenticano.” – Laura D’Angelo

“Carissimo Nicola…ho appena terminato il tuo nuovo libro… in passato ti ho già detto e scritto molto… questa volta mi sento solo di dirti GRAZIE!!! 417 volte GRAZIE: un grazie per ogni pagina di Storia scritta e raccontata in questo primo libro… Grazie per aver dato vita a questi personaggi… In attesa delle prossime pubblicazioni ti saluto calorosamente e ti auguro una buona giornata!!! Leggere le tue parole tra le “braccia” della Montagna Madre non ha prezzo 🙂 ” – Maria Chiara Angelotti

“Buongiorno ieri ho finito di leggere il Suo secondo capolavoro!!! La scena delle farfalle, che adoro, conferma un animo squisitamente sensibile! Appena ho letto l ‘ultima riga del romanzo, la tentazione è  stata quella di girare la pagina, per iniziarne una nuova! Tutto molto bilanciato: storia, sentimenti, usi e costumi! Grandi complimenti. Un libro che ti fa, sentire forte il bisogno impellente di leggere il seguito!” – V. D’A., Canosa Sannita (Ch)

“Finito ora. Praticamente divorato. Sentimenti diversi da Viteliù ma altrettanto forti ed intensi. Non mi vergogno di confessare che in più punti ho pianto. Sarà l’età, sarà che tra un libro e l’altro sono diventato padre (questo è un invito a non farmi diventare nonno in attesa del prossimo 🙂 … ) saranno sicuramente i sentimenti che sei riuscito a trasmettere. Nicola il tempo ti ripagherà di tutto l’amore e il sacrificio che quotidianamente spendi per la nostra terra. un abbraccio” – L.M.

“Figli del Toro è un libro bello e appassionante. Sicuramente sarà un successo. Mi ero ripromesso di leggerlo con calma ma l’ho finito in due giorni. A quando il seguito? Mastronardi mi ha letteralmente stregato anche questa volta!” – G.M., Agnone (Is)

“Ho finalmente incominciato il nuovo libro di Nicola Mastronardi  e già dalle prime pagine ho capito che è una grande opera! Tutti questi anni di attesa sono valsi la pena!” – G.Z., San Martino in Pensilis (Cb)

“La capacità descrittiva dell’autore ci accompagna per tutto il romanzo ci rende partecipe degli avvenimenti, fa vibrare le corde della sensibilità. Non sono riuscito a nascondere una certa emozione leggendo le descrizioni della mia città, Aesernia; mi è sembrato che i diversi attori della storia mi avessero accompagnato in un viaggio nel nostro passato, non mi sono mai sentito solo. Un libro che è come un buon amico, non ti chiede nulla, se non di essere letto. Complimenti!” – Luca Inno, Isernia

“Fu dunque guerra anche quel giorno. Cruda, violenta, spaventosa. Gli uomini, incuranti dell’ammonimento degli Dei, diedero vita al feroce spettacolo di ogni tempo, quando l’odio trionfa e il dono della vita è disprezzato. Un massacro da una parte e dall’altra. Il Dio Sole inorridì e avrebbe voluto essere dispensato dal compito di illuminare la Terra, quel giorno, per non assistere a tanta barbarie. Il sangue, linfa di vita, fu disperso in abbondanza tra l’erba della grande pianura. Alla fine gli uomini di una parte morirono in numero minore e dissero di aver vinto.” Queste poche righe sono all’inizio nel “multiprologo ” che Nicola Mastronardi ci regala nelle prime pagine del suo ultimo Romanzo Storico “I figli del Toro”. Questo libro, benché racconti l’epopea della guerra sociale e della nascita della Federazione italica, che si contrappose alla Roma di Mario e Silla parla di pace più che di guerra, parla più di donne che di soldati, parla più della bellezza della natura che della stoltezza della carneficina, parla più di nobili animali che di miseri umani, parla più di ideali che di violenza anche se alla fine, la guerra e le violenze, la furbizia e l’opportunismo, l’interesse di ciò che abbiamo, hanno la meglio e lo hanno avuto nel corso dell’intera storia del genere umano. In queste pagine si stagliano le personalità di Gavio Pupilo e di Quinto Silone, di Numezio o di altri comandanti Safini, dei più miti Erennio e di Maestro Litterio, ma le donne come Laria, Deftria, Amica o la sacerdotessa Dafne sono di una nobiltà e di una umanità superiore, tanto che se comandassero loro non avremmo avuto nei secoli tanto scorrimento di sangue! Persino gli animali come il cavallo Nero, e poi Ebano, ma anche le farfalle della cascata, hanno intelligenza e anima! Questo libro è il secondo che ricorda i secoli di conflitto fra i popoli Sabini e Roma e ci fa riappropriare della nostra storia e della nostra identità, ma anche di una geografia dell’anima che è profonda, descrivendo con minuziosa dolcezza i monti Pentri. Andate a Pietrabbondante, l’antico Kombennio sannita, dopo aver letto “Viteliù” o “I figli del Toro” e vedrete questi luoghi con altri occhi e sopratutto con un’altra coscienza! E io penso che tutta la Regione Molise e l’antico Sannio debbano molto a questo scrittore perché le sue opere rappresentano il primo vero romanzo storico dell’epopea italica a livello nazionale e racchiudono al suo interno ben otto secoli di storia, spesso tralasciati e ignorati nei programmi scolastici. Insomma Nicola Mastronardi con Viteliù e con I Figli del Toro, restituisce al Molise e tutto il Sannio una memoria incancellabile! Grazie Nicola per averci regalato le tue parole.” – Giuseppe Zio [Leggi tutto l’articolo]

“Figli Del Toro è un romanzo che emoziona e stordisce in ogni singola riga. Nicola Mastronardi dimostra ancora una volta, dopo l’epico Viteliù, di essere quell’incredibile alchimista in grado di padroneggiare la sua arte, quella della scrittura, in maniera eccelsa; È una penna incantata quella nelle mani dell’autore. Costruzione magistrale, ritmi vibranti e prosa addomesticata e fruibile da chiunque. In Figli Del Toro c’è tutto, non manca nulla; è un distillato di Storia, Amore, Poesia, Speranza, Violenza. Un’opera tremendamente attuale in cui la vita di ognuno diventa centrale e funzionale all’obiettivo comune; dove popoli reietti urlano forte contro il sordo oppressore e che inascoltati decidono di riprendersi la dignità facendo ricorso alla guerra. Un’epopea struggente di popoli dimenticati che grazie all’abilità di Mastronardi tornano a parlarci, a vivere e a raccontarci le loro ragioni. Un lavoro pregno di sentimenti nobili come nel caso dell’amicizia fraterna di Amica e Detfri, una sannita e l’altra romana. Una storia nella storia che permea l’intero romanzo e che tocca l’anima con intensità dolorosa. Un legame che resterà nel tempo in maniera meravigliosa ed inaspettata… Una volta terminata la lettura si rimane assorti e rapiti da tanta bellezza, certi che Ops, nella sua cornucopia piena di meraviglie da donare agli uomini, avesse anche i libri di Nicola Mastronardi.” – Nino Manocchio